Respira.

​Respirare: una cosa tanto semplice, automatica e naturale che normalmente non richiama la nostra attenzione. Ma ci sono momenti capaci di toglierci il respiro. Letteralmente. È come se il nostro organismo d’un tratto volesse isolarsi da un mondo divenuto pericoloso ed angosciante, chiudendo fuori tutto, anche l’aria. Una forma estrema di difesa che causa a sua volta profondo malessere in chi la vive, ma che rappresenta in quel momento il male minore. La reazione è spesso di spavento, di paura di perdere il controllo su di sè, cosa che ci porta  a tentare di lottare contro il proprio corpo, pur non sapendo esattamente come fare. Perché, però, non provare a leggere tutto ciò come una possibilità, una forma di auto-protezione? Forse il nostro corpo ci sta isolando solo perché tutte le nostre energie siano utilizzate per rendere più tollerabile ciò che ci ha così tanto turbato. A volte bastano pochi secondi, altre volte di più; a volte riusciamo a restare dove siamo, altre abbiamo bisogno di allontanarci. La certezza,  però, è che passerà. E lo farà più velocemente quanto più saremo rapidi nell’identificare le nostre risorse per affrontare l’evento critico. Riconnettendoci con noi stessi, e non combattendoci, ricominceremo a respirare normalmente e permetteremo di nuovo al mondo di entrare dentro di noi.

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